La vera felicità è la pace con se stessi.
E, per averla, non bisogna tradire la nostra natura

(Mario Monicelli)

Il nostro cammino è spesso caratterizzato da difficoltà con il nostro prossimo e da conflitti interiori, dall’ incertezza per il domani; raramente la strada è in discesa!. Il senso di impotenza talora, nonché quello di solitudine ed isolamento, ci inducono a chiedere aiuto, a tendere la mano. La cosa importante è che ci sia qualcuno che ce la prende e ci accompagni e sostenga nel nostro cammino, oltre le difficoltà.
Io confido e mi adopero di essere qui per questo.

Profilo

Dott.ssa Daria Minelli, psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Esperta in EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)
e in tecniche ipnotiche


Ho conseguito la laurea in Psicologia presso l’ Università degli Studi di Parma nel 2003 presentando una tesi dal titolo “Analisi critica dei software didattici. Programmi più noti e loro utilizzo”. Ho svolto il tirocinio post laurea presso l’ Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova presso il dipartimento di salute mentale. Nel 2004 ho acquisito l’ abilitazione alla professione di psicologa in seguito al superamento dell’ Esame di Stato presso l’ Università degli Studi di Parma. Dal 2005 sono regolarmente iscritta all’ Albo degli Psicologi della Lombardia col numero 8569/ sezione A. Nel 2007 mi sono specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale presso la scuola quadriennale di specializzazione ASCCO di Parma riportando una valutazione di 50/50 cum laude. Successivamente ho conseguito la specializzazione in Eye Moviment Desensitization and Reprocessing (EMDR) I, II livello con perfezionamento con il Prof. Roger Solomon a Milano. Infine ho acquisito la specializzazione in ipnosi presso “Associazione il labirinto” a Milano. Svolgo attività come libera professionista in ambito clinico fornendo consulenze e percorsi terapeutici individuali, familiari e di coppia.

Metodologia

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, considerata uno degli approcci teraperutici più efficaci nel trattamento di molte patologie psicologiche, si presenta come un insieme articolato di diversi approcci e tecniche terapeutiche accomunate da un’idea di fondo: la sofferenza ed i comportamenti problematici sono spiegabili a partire dal modo in cui l’ individuo interpreta ed assegna significato alla propria esperienza. Non sono pertanto gli eventi in sé ad ingenerare sofferenza quanto gli schemi mentali disfunzionali e le distorsioni di significato prodotte dalla nostra mente sui dati di realtà. Cruciale diviene pertanto il sistema di convinzioni e di valori che orientano l’individuo nel processo di valutazione della realtà e che funziona come una sorta di “filtro ” mentale attraverso cui elaboriamo ipotesi sugli avvenimenti che ci accadono, assegnando significati più o meno utili e funzionali al perseguimento del nostro benessere fisico ed emotivo. La psicoterapia cognitivo-comportamentale si avvale di un insieme di tecniche in grado di modificare il “filtro” cognitivo, ristrutturando direttamente quei pensieri che stanno alla base della sofferenza emotiva. La ristrutturazione cognitiva non è l’unico strumento che la TCC impiega per promuovere il cambiamento desiderato: spesso si agisce infatti modificando i comportamenti problematici con lo scopo di indurre indirettamente un cambiamento nei pensieri. Del resto, è esperienza comune come in molti casi sia più semplice riuscire a modificare i propri pensieri disturbanti introducendo qualche cambiamento nei propri comportamenti. La TCC agisce quindi parallelamente su due fronti: l’ attività ideativa da un lato e i comportamenti dall’ altro, inducendo rapidamente un circolo virtuoso. L’ obiettivo resta comunque quello di rendere più flessibile l’ apparato cognitivo e di aumentare la capacità della mente di elaborare punti di vista alternativi riguardo agli eventi. L’adozione di modalità di pensiero più costruttive e flessibili conduce gradualmente alla risoluzione dell’esperienza emozionale dolorosa, permettendo di elaborare soluzioni più efficaci ai problemi. E’ utilizzata per la diagnosi e il trattamento di:
• Disturbi d’ Ansia (fobie, ansia scolastica; disturbi da attacchi di panico; ipocondria; disturbi ossessivo compulsivo ecc.)
• Disturbi dell’ umore;
• Disturbi post traumatici da stress (a seguito di lutti e separazioni);
• Disturbi correlati all’uso di sostanze;
• Disfunzioni sessuali;
• Disturbi psicosomatici, cefalee;
• Insonnia ed altri disturbi del sonno;
• Bassa autostima;
• Difficoltà relazionali.

Punti di forza
• Pratica e concreta. Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico e della eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e cosi via.
• Orientata a una soluzione personalizzata centrata sul “qui ed ora”. Il ricordo del passato, come il racconto dei sogni, possono essere in alcuni casi utili per capire come si siano strutturati gli attuali problemi del paziente, ma molto difficilmente possono aiutare a risolverli. La psicoterapia cognitiva e comportamentale quindi non utilizza tali metodi come strumenti terapeutici, ma si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente stesso, e di suggerire valide strategie che possano essere utili a liberarlo dal problema che spesso lo imprigiona da tempo, indipendentemente dalle cause. Essa è centrata sul presente e sul futuro molto più di alcune tradizionali terapie e mira ad ottenere dei cambiamenti positivi, ad aiutare il paziente a uscire dalla trappola piuttosto che a spiegargli come ci è entrato.
• Generalmente a breve termine.
• Orientata allo scopo. La psicoterapia comportamentale e cognitiva è più orientata ad uno scopo rispetto a molti altri tipi di trattamento. Il terapeuta cognitivo-comportamentale, infatti, lavora insieme al paziente per stabilire gli obbiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, già sino dai primissimi incontri. Si preoccupa poi di monitorare e verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.
• Attiva. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia cognitivo comportamentale. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni ad essi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati volta volta. In terapia comportamentale e cognitiva il terapeuta svolge un ruolo attivo nella soluzione dei problemi del paziente, intervenendo spesso e diventando talvolta “psico-educativo”. Ciò tuttavia non vuole assolutamente dire che il paziente assista ad una lezione nella quale si sente dire che cosa dovrebbe fare e come dovrebbe pensare; anch’egli, anzi, è stimolato ad essere più attivo possibile, un terapeuta di sé stesso, sotto la guida del professionista.
• Collaborativa. Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi. La psicoterapia cognitivo comportamentale è infatti una psicoterapia breve basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell’identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi. Il paziente potrà scoprire di aver trascurato possibili soluzioni alle situazioni problematiche. Il terapeuta aiuterà il paziente a capire come poter modificare abitudini di pensiero disfunzionali e le relative reazioni emotive e comportamentali che sono causa di sofferenza.
• Scientificamente fondata. È stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico
• Tale approccio postula una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (tra i quali quelli emotivi) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, qui ed ora. Questo vuol dire che, agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo.

    A chi mi rivolgo
  • Bambini
  • Adolescenti
  • Adulti

  • Modalità d’intervento
  • Individuale
  • Familiare
  • Di coppia
  • Di gruppo

  • Disturbi trattati
  • Disturbi d’ Ansia (fobie, ansia scolastica; disturbi da attacchi di panico; ipocondria; disturbi ossessivo compulsivo ecc.)
  • Disturbi dell’ umore;
  • Disturbi post traumatici da stress (a seguito di lutti, traumi, separazioni);
  • Disturbi correlati all’uso di sostanze;
  • Disfunzioni sessuali;
  • Disturbi psicosomatici, cefalee;
  • Insonnia ed altri disturbi del sonno;
  • Bassa autostima;
  • Difficoltà relazionali.
L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti. E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 20 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze. La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni. Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR. . Questa metodologia utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per ristabilire l’equilibrio eccitatorio/inibitorio, provocando così una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali. Si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione. L’EMDR vede la patologia come informazione immagazzinata in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che c’è una componente fisiologica in ogni disturbo o disagio psicologico. Quando avviene un evento ”traumatico” viene disturbato l’equilibrio eccitatorio/inibitorio necessario per l’elaborazione dell’informazione. Si può affermare che questo provochi il ”congelamento” dell’informazione nella sua forma ansiogena originale, nello stesso modo in cui è stato vissuto. Questa informazione ”congelata” e racchiusa nelle reti neurali non può essere elaborata e quindi continua a provocare patologie come il disturbo da stress post traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici. I movimenti oculari saccadici e ritmici usati con l’immagine traumatica, con le convinzioni negative ad essa legate e con il disagio emotivo facilitano la rielaborazione dell’informazione fino alla risoluzione dei condizionamenti emotivi. Nella risoluzione adattiva l’esperienza è usata in modo costruttivo dalla persona ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi). Infatti, questa nuova forma di psicoterapia è stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente è un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici. L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in: • Piccoli/grandi traumi subiti nell’età dello sviluppo • Eventi stressanti nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti) • Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza)
Al di là di quello che sono le credenze comuni e quello che il cinema, la tv e le storie hanno finito con il creare sull'ipnosi, il processo ipnotico non presenta niente di magico, soprannaturale o miracoloso. In realtà, si tratta di un fenomeno frequente che ognuno di noi sperimenta (senza averne consapevolezza o dando a esso un nome diverso), nel suo vivere quotidiano e, in particolare, nelle proprie interazioni con gli altri o nei momenti in cui l'accellerazione del nostro vivere frenetico rallenta lasciandoci soli con i nostri pensieri ed emozioni. La persona in trance ipnotica vive alcuni cambiamenti spontanei nel modo usuale di percepire, pensare, comportarsi, sentire. La trance ipnotica è un’esperienza di durata variabile, reversibile e normale, e può essere indotta o presentarsi in modo spontaneo. Ogni persona ha vissuto la propria “comune trance ipnotica quotidiana”, in cui ha vissuto una sorta di “bilocazione” o di “pensiero esperenziale” i cui esempi possono essere: fare le cose in modo automatico, sognare ad occhi aperti,essere molto “presi” da un libro o un film. L’ipnoterapia si fonda su due caratteristiche poco conosciute dell’ipnosi: 1. la persona in trance, lungi dall’eseguire “come un robot” gli ordini dell’ipnotista, in realtà sospende il proprio modo usuale e problematico di “ragionare sulle cose” e mostra una maggiore creatività ed elasticità. L’emergere di nuovi punti di vista, di nuove soluzioni e di nuovi comportamenti, emozioni e sensazioni è alla base della rottura della rigidità del sintomo lamentato. 2. il soggetto ipnotico, lungi dal “dormire”, entra con l’ipnoterapeuta in una relazione molto intensa, all’interno della quale avvengono modificazioni tipiche delle vere relazioni di cura e/o di collaborazione. L’ipnoterapia serve a curare sintomi psicologici quali ansia, depressione, problemi alimentari, problemi sessuali, tabagismo e altri [per una spiegazione più approfondita vedi, mentre l’ipnosi clinica è utilizzata in vari ambiti specialistici medici e odontoiatrici.

Mi sento gratificata dal mio lavoro, specie quando sento miei ex pazienti felici di aver superato le loro problematiche.
Sono fermamente convinta che il paziente ed il terapeuta, che sono compagni dello stesso viaggio umano, possano entrambi imparare molto l’ uno dall’altro.
Il successo più grande è sentirmi dire “Dottoressa sto bene, d’ora innanzi credo di poterla sentire per un saluto e non già per un appuntamento”.

Ecco dove puoi trovarmi - Clicca per interagire con la mappa

Contatti

Ambulatorio Dott.ssa Daria Minelli
Via Filzi, 1 - 46100 Mantova
Cell. 348 7295072
daria.minelli@psypec.it